Il panorama geopolitico e finanziario degli Stati Uniti è stato scosso da un terremoto istituzionale che non ha precedenti nella storia moderna. La Corte Suprema ha tentato di porre un freno all'aggressiva politica tariffaria di Donald Trump, ma la risposta del Presidente ha innescato un caos normativo che gli investitori globali devono imparare a navigare rapidamente. Per YAIN, analizziamo come questo scontro di potere stia ridefinendo i rischi e le opportunità di portafoglio per il medio-lungo periodo.
Il Terremoto Giuridico: La Sentenza "Learning Resources"
Tutto nasce dalla storica sentenza (6-3) nel caso Learning Resources, Inc. v. Trump. La Corte Suprema ha stabilito che l'uso massiccio dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi generalizzati (dal 10% al 50%) è incostituzionale.
Lo IEEPA è la legge del 1977 che Trump ha usato come "grimaldello". In origine serviva per congelare i beni di dittatori o terroristi in caso di "emergenza nazionale". Trump l'ha usata per imporre dazi generalizzati dicendo che il deficit commerciale era un'emergenza.
I giudici, guidati dal Capo della Giustizia John Roberts, hanno chiarito un punto fondamentale: il Presidente non può dichiarare un'"emergenza nazionale" permanente solo per avviare una guerra commerciale globale. Tale potere appartiene al Congresso (Articolo I della Costituzione). Questa decisione avrebbe dovuto, in teoria, annullare istantaneamente miliardi di dollari di tariffe.
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La Contromossa di Trump: Il "Dazio Temporaneo" al 15%
Invece di arrendersi, l'amministrazione Trump ha dimostrato una flessibilità tattica (e una spregiudicatezza legale) senza pari. Sabato 21 febbraio 2026, come riportato da Il Post e dal New York Times, la Casa Bianca ha attivato un "Piano B" per aggirare la sentenza:
L'invocazione della Sezione 122: Trump ha rispolverato una norma del Trade Act del 1974 che permette al Presidente di imporre dazi fino al 15% per un periodo massimo di 150 giorni in caso di "gravi squilibri della bilancia dei pagamenti".
L'Escalation: Non solo ha mantenuto i dazi, ma ha alzato l'asticella portandoli dal 10% iniziale al 15%.
L'Incubo della Ricorsività: La strategia è chiara: emettere dazi temporanei, farli scadere e reimporli immediatamente sotto una nuova giustificazione tecnica. Questo crea una "zona grigia" legale che potrebbe richiedere anni prima di essere nuovamente risolta dalla Corte Suprema.
La Sezione 122 è il "Piano B" di Trump. Permette al Presidente di imporre dazi (fino al 15%) per soli 150 giorni se c'è un grosso squilibrio nella bilancia dei pagamenti (cioè se gli USA comprano troppo dall'estero rispetto a quanto vendono).
Trump sa che è una misura temporanea, ma la usa per mantenere la pressione sui mercati in attesa di trovare una legge più solida o negoziare concessioni.
Un elemento che gli investitori devono considerare è la reazione politica. Se queste aziende dovessero vincere ricorsi miliardari, la Casa Bianca potrebbe rispondere con dazi mirati ancora più pesanti tramite le Sezione 301 e la Sezione 232 che sono più difficile da impugnare rispetto all'IEEPA.
La Sezione 301 e la Sezione 232 sono le leggi che Trump (e in parte Biden) usavano già.
Sezione 301: Serve per punire "pratiche commerciali scorrette" (es. il furto di proprietà intellettuale da parte della Cina).
Sezione 232: Serve per proteggere settori critici per la sicurezza nazionale (come acciaio e alluminio). Questi dazi non sono stati toccati dalla sentenza della Corte Suprema e rimangono in vigore.
Consiglio per lo YAINer: Non guardare solo al rimborso teorico, ma alla struttura del debito dell'azienda. Le società che useranno i rimborsi per ridurre il debito in un contesto di tassi ancora alti (causati dall'inflazione da dazi) saranno le vere vincitrici di lungo periodo.
l "Jackpot" dei Rimborsi: Miliardi in Ballo
L'aspetto più dirompente per gli investitori azionari è legato alla retroattività della sentenza. Se i dazi imposti nel 2025 tramite l'IEEPA erano illegittimi, lo Stato deve restituire i soldi?
Secondo le analisi pubblicate da Il Post, la questione dei rimborsi doganali sta diventando il tema centrale per i CFO delle grandi multinazionali.
La Finestra dei 180 Giorni: Le aziende hanno una finestra temporale limitata per contestare la "liquidazione" delle merci e richiedere la restituzione dei dazi pagati.
Impatto sui Bilanci: Per alcuni colossi si parla di potenziali rimborsi che potrebbero ammontare a miliardi di dollari. Questi flussi di cassa inattesi agirebbero come un massiccio stimolo fiscale privato, potenzialmente gonfiando gli utili netti e permettendo nuovi piani di buyback (riacquisto di azioni proprie).
Rischio di Bilancio Federale: Dall'altro lato, il Tesoro USA si trova davanti a un buco potenziale. Restituire queste somme mentre si cerca di finanziare nuovi tagli alle tasse potrebbe portare a un aumento del debito pubblico e a una pressione rialzista sui rendimenti dei Treasury a 10 anni.
Ecco chi sono i candidati al "Rebate Jackpot":
Consumer Retailers: Queste aziende importano enormi volumi di prodotti finiti. Poiché operano con margini spesso ridotti, il dazio è stato un peso enorme sui loro bilanci 2025.
Walmart — $WMT ( ▲ 2.8% ): È il più grande importatore statunitense. Sebbene abbia diversificato, la sua dipendenza dalla manifattura asiatica per l'elettronica e il tessile è massiccia. Un rimborso sui dazi 2025 potrebbe valere centinaia di milioni di dollari di utile netto extra.
Target — $TGT ( ▼ 2.64% ): Simile a Walmart, ma con una catena di approvvigionamento leggermente più rigida. Target ha già segnalato in passato l'impatto negativo dei dazi sui margini; il recupero di queste somme sarebbe un catalizzatore rialzista immediato.
Costco — $COST ( ▲ 0.13% ): Nota per la sua efficienza logistica, Costco ha già guidato battaglie legali contro le tariffe in passato. È una delle aziende più attive nel monitorare le scadenze dei 180 giorni per i ricorsi doganali.
Tech & Hardware: Il settore tech ha pagato dazi su componenti essenziali (chip, semiconduttori, scocche in alluminio) che non sono facilmente reperibili fuori dalla Cina nel breve periodo.
Apple — $AAPL ( ▲ 1.64% ): Nonostante gli sforzi di spostare la produzione in India e Vietnam, l'ecosistema iPhone/Mac dipende ancora pesantemente dai flussi transfrontalieri soggetti ai dazi di Trump. I rimborsi sui componenti potrebbero migliorare i margini lordi già nel Q3/Q4 2026.
HP Inc. — $HPQ ( ▼ 1.64% ) & Dell — $DELL ( ▼ 1.63% ): Il mercato dei PC e dei laptop è estremamente sensibile ai costi dei componenti. Queste aziende hanno dovuto assorbire parte dei costi dei dazi per rimanere competitive; il rimborso agirebbe come un dividendo straordinario "occulto".
Automotive: Nonostante i dazi della Sezione 232 (acciaio) rimangano validi, i dazi generalizzati IEEPA hanno colpito migliaia di parti meccaniche ed elettroniche.
Ford — $F ( ▼ 2.78% ) & General Motors — $GM ( ▼ 2.79% ): Hanno catene di montaggio integrate tra USA, Messico e Asia. L'incertezza legale sui dazi ha pesato sulle loro valutazioni per tutto il 2025.
Implicazioni di Medio-Lungo Periodo per gli YAINer
La fine della certezza del diritto. Per decenni, gli investitori hanno scommesso sulla stabilità del quadro normativo americano. Oggi, quella certezza è svanita. La strategia di Trump di "ignorare e aggirare" la Corte Suprema introduce un Premio al Rischio Politico permanente sui titoli USA. Le aziende che dipendono pesantemente dalle importazioni dovranno mantenere riserve di liquidità più ampie per far fronte a improvvisi cambiamenti tariffari ogni 150 giorni.
Inflationary Headwinds e la Fed: I dazi al 15%, sebbene definiti "temporanei", agiscono come una tassa occulta sui consumatori. Come sottolineato dall'Atlantic, questo rende il compito della Federal Reserve quasi impossibile. Se l'inflazione rimane sopra il 2% a causa dei costi di importazione, la Fed non potrà tagliare i tassi d'interesse, soffocando potenzialmente la crescita economica nel 2026 e 2027.
Winners and Losers: Settori con margini sottili e alta dipendenza dall'Asia (elettronica di consumo, abbigliamento low-cost). Il dazio al 15% "temporaneo" erode i profitti prima ancora che i rimborsi possano essere processati sono i chiari sconfitti. I vincitori invece includono aziende con forte pricing power e quelle che vinceranno le battaglie legali per i rimborsi. In particolare, il settore legale e di consulenza doganale vedrà un boom senza precedenti.
Conclusioni: cosa fare ora?
La partita tra Trump e la Corte Suprema non è finita; è solo passata dalla fase di "urto" a quella di "logoramento". Gli YAINer dovrebbero:
Monitorare i depositi legali: Le aziende che presentano ricorsi aggressivi per i rimborsi dazi potrebbero essere le "sorprese positive" delle prossime trimestrali.
Privilegiare la flessibilità: Preferire aziende che hanno già diversificato la produzione fuori dalla Cina (verso Messico o India), riducendo l'esposizione al caos della Sezione 122.
Attenzione al Dollaro: La volatilità commerciale solitamente rafforza il dollaro nel breve termine, ma l'incertezza istituzionale potrebbe indebolirlo nel lungo periodo se la fiducia nel sistema legale USA dovesse incrinarsi.
Il mercato odia l'incertezza, ma per l'investitore accorto, il caos normativo creato dai dazi temporanei di Trump offre l'opportunità di posizionarsi su titoli che il mercato sta sottovalutando per eccesso di paura.
Un ultima curiosità finale: non è chiaro se si tratti di un deep fake, ma qualcuno con una voce estremamente simile al Presidente Trump ha chiamato l’emittente C-SPAN per lamentarsi della sentenza della Corte Suprema. Sono perfettamente consapevole non si possa trattare di lui, ma a parte di me piace immaginare Trump come uno di quei vecchietti che chiama in televisione per lamentarsi delle cose che non gli piacciono.

